Lettera aperta del Segretario Territoriale Marco Raccagna ai candidati alla Segreteria del PD Emilia-Romagna

Carissimi amici e carissime amiche candidati alla Segreteria del Pd dell’Emilia-Romagna,
scrivo queste poche righe perché sono molto preoccupato. Abbiamo ancora 48 ore di tempo per evitare di andare dritti nel fosso e farci del male. Non voglio infatti credere che non si sia compreso fino in fondo il significato del combinato disposto del 52% che il Pd ha ottenuto in Emilia-Romagna alle ultime europee e quello striminzito 38,5% di affluenza alle urne alle elezioni regionali di pochissimi mesi dopo. E che non si sia imparata la lezione dell’elezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con un Pd finalmente unito nella massima istituzione nazionale.

Il messaggio è sempre e solo uno: cambiamento e unità. Basta divisioni a priori sui nomi e si mettano al centro le idee, le politiche, le cose concrete (!!), ponendo le basi per discussioni vere attraverso le quali ricomporre l’unità del partito in vista di scelte importanti per la vita degli emiliano romagnoli e dell’Italia.
Allora fermiamoci subito. Si abbia tutti un soprassalto di responsabilità e si mettano da parte i destini personali. Dobbiamo prenderci il tempo di voler bene al Partito Democratico e all’Emilia-Romagna. I nostri iscritti ed elettori ci stanno guardando allarmati. Ed allarmati sono i cittadini in generale, perché il nostro partito è il punto di riferimento a cui tutti guardano, qui come in Italia.

Si mettano allora al centro la nostra regione, i grandi temi strategici ai quali siamo di fronte nel nostro territorio (lavoro, sanità, riforme istituzionali, viabilità, per dirne quattro). Si mettano al centro i cittadini, il cosa deve essere il Partito Democratico regionale, gli iscritti e gli elettori a cui dobbiamo riconsegnare potere e ruolo e si sappia radicare nel quotidiano quel consenso che con il Pd e con Matteo Renzi ed una rinnovata classe dirigente nazionale sappiamo cogliere nelle urne. Si mettano al centro le cose che ci uniscono e la si smetta immediatamente ancora una volta di dividerci a priori, dando per altro vita ad un “mercatino” poco edificante. In una parola si torni a fare politica (!!) e la si finisca col fare i “marziani”.

Avevo svolto queste considerazioni già nella Direzione regionale di qualche settimana fa, ma oggi devo registrare che siamo al contrario a cinque candidati alla Segreteria regionale (Paolo Calvano, Antonio Mumolo, Giuditta Pini, Enrico Campedelli, Stefano Caliandro). Tutte persone stimate e capaci. Tuttavia tutto ciò resta incomprensibile, non a me, ma a tantissimi iscritti ed elettori. Basta girare per strada o andare nei Circoli per saperlo. Perciò vi prego di guardarvi bene negli occhi a quel tavolo che giustamente Paolo Calvano ha convocato per valutare la possibilità di giungere ad una proposta unitaria attorno al suo nome. La quale è a tutti evidente avrebbe conseguenze sul gruppo del Pd in Assemblea regionale. Ma questo non credo sia dirimente. Lo è al contrario trovare il coraggio di fare politica, di mettere a confronto delle idee, di predisporsi anche con umiltà all’ascolto degli altri, per poi giungere a decisioni concrete e veloci e ad un ritrovato ruolo del Partito Democratico nei territori e tra la gente.
Certo che ce la faremo insieme,

Marco Raccagna, segretario Unione Territoriale PD di Imola