Un’interrogazione ai Ministri Guidi e Poletti sulla crisi della Mercatone Uno a firma dei deputati PD Montroni e Camani

Roma, 23 gennaio 2015

E’ stata presentata oggi una interrogazione ai Ministri dello Sviluppo Economico Federica Guidi e del Lavoro e Politiche Sociali Giuliano Poletti in merito alla grave crisi che coinvolge il Gruppo Mercatone Uno a firma dei parlamentari PD Daniele Montroni e Vanessa Camani.

La Mercatone Business – si legge nell’interrogazione -, società del Gruppo Mercatone con sede a Imola, in provincia di Bologna,dove sono occupati circa 240 dipendenti e conta attualmente 79 punti vendita presenti in quasi tutte le regioni italiane con 3.700 dipendenti, con una forte concentrazione in Emilia Romagna (sono presenti 19 punti vendita con diverse centinaia di posti di lavoro a rischio: si tratta in gran parte di lavoratrici, occupate spesso da oltre 20 anni) e Veneto, ha chiesto al tribunale del capoluogo dell’Emilia-Romagna il concordato preventivo in bianco. Conseguentemente si è sollevato un forte allarme in tutti i territori coinvolti per l’immediata ripercussione sulle comunità locali interessate dalla vicenda.

Il piano industriale e gli ammortizzatori sociali non sarebbero stati sufficienti ad evitare il tracollo del gruppo che sembrerebbe aver accumulato perdite per 425 milioni di euro a fronte di un fatturato che nel 2014 è sceso a poco più di 500 milioni di euro.

La notizia della richiesta del concordato per la società Mercatone Uno è stata diffusa dai sindacati di categoria Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil ed Uiltucs-Uil, sia a livello nazionale che regionale conoscendo la situazione di crisi in cui versa il gruppo emiliano, poiché numerosi lavoratori di alcuni punti vendita sono da tempo collocati in cassa integrazione straordinaria, oppure sono stati coinvolti in contratti di solidarietà. Le stesse organizzazioni sindacali hanno richiesto urgentemente l’apertura di un tavolo di concertazione per definire tutti gli aspetti della complicata trattativa riguardante i lavoratori.

Gli interroganti – conclude il testo – esprimono grande preoccupazione per la sorte della società, ma soprattutto per il futuro dei 3700 addetti coinvolti e chiedono:
se i Ministri siano al corrente dei fatti esposti in premessa e quali iniziative di loro competenza intendano porre in essere al fine di accompagnare il gruppo attraverso un percorso di tutela dell’occupazione e di rilancio delle diverse realtà locali.

Ancora una volta – affermano Montroni e Camani – va compiuto ogni sforzo per salvaguardare il massimo dei livelli occupazionali di una realtà imprenditoriale che rappresenta un marchio importante e un’opportunità di reddito per centinaia di famiglie non solo nella nostra Regione. Gli interventi di ristrutturazione fin qui messi in campo dal Gruppo in accordo con le organizzazioni di categoria sono risultati insufficienti ad arginare agli effetti prodotti sull’economia dal perdurare della crisi dei consumi. Ora occorre il pieno coinvolgimento delle istituzioni ad ogni livello.