PD AFFATICATO MA VINCENTE. ORA UNITI E AVANTI CON LE RIFORME

Intervista a Il Resto del Carlino del Segretario PD Territoriale Marco Raccagna.

Non vuol sentir parlare di frenate, Marco Raccagna. All’indomani delle elezioni regionali, il segretario territoriale del Pd guarda il bicchiere mezzo pieno: allarga il conteggio a quanto accaduto alle  urne «nell’era Renzi», lancia un appello all’unità del partito e, alla luce del risultato alle amministrative faentine (ballottaggio con la Lega Nord), ribadisce l’importanza del successo imolese di due anni fa, quando coordinò il programma della coalizione pro Daniele Manca. Ma ‘L’Altra’ sinistra, che ha mandato il partito in tilt nella città manfreda, balla da sola ormai da tempo anche sotto l’Orologio. Un bel rischio, in ottica 2018.

Raccagna, come legge l’esito di queste regionali?
«Il 5 a 2 è un buon risultato, anche perché arriva dopo il 5 a 0 del 2014. Nell’era Renzi, abbiamo eletto il presidente 10 volte su 12. Poi è chiaro: quando si ha l’onere di governare, si può anche andare incontro  risultati negativi».
Insomma, non vede frenate.
«È chiaro ed evidente un affaticamento che colpisce il Pd e il governo: bisogna continuare a lavorare sulle riforme e ritrovare unità. Il partito vince quando non ha il controcanto. Si deve discutere, anche animatamente, ma alla fine includere. E se qualcuno si allontana, sarà stata una sua scelta».
A Imola, a parte qualche caso piuttosto sporadico, il controcanto non lo fa nessuno. E quella minoranza tanto agguerrita a livello nazionale qui pare non esistere. Almeno pubblicamente.
«Non mi piace il ‘Va tutto bene, madama la marchesa’. Il nostro non è un partito monolitico e vedo il  rispetto delle diverse sensibilità. Ma qui più che altrove si ha a cuore il bene del Pd».
Nella vicina Faenza, dove un pezzo della sinistra ha corso da sola, il Pd è rimasto impantanato in un pericoloso ballottaggio con la Lega Nord. Preoccupato in ottica 2018?
«Si sono presentati nove candidati, sono tanti. E comunque ci sono tutte le possibilità di vincere al secondo turno. Ma dal 2013 a oggi, ogni tornata elettorale permette di vedere con un occhio diverso il nostro risultato di due anni fa: in tanti davano per scontato quel 54 per cento, quanto accaduto dopo ha restituito pieno valore a quella vittoria».
Se si votasse domani, anche a Imola quella parte di sinistra che a Faenza si è presentata come ‘L’Altra’, sulla scorta di quanto accaduto per le Europee con la lista a sostegno di Tsipras, correrebbe contro di voi.
«Sono stati loro a voler rompere il legame. Vedremo cosa succederà in futuro, ma intanto qui la maggioranza si è allargata (con l’ingresso di Giorgio Laghi, ndr) e questo apre la strada a un lavoro prolifico per il 2018. Che comunque resta lontano».

Intervista di Enrico Agnessi su Il Resto del Carlino, edizione di Imola, martedì 2 giugno 2015